Il Calcare nelle caldaie murali

Gentile lettore, in questo mio post voglio porre la tua attenzione su un problema frequentissimo che attanaglia la maggior parte degli utenti che usufruiscono di una caldaia per produzione di acqua calda. Il calcare

 

Innanzitutto partiamo da una selezione fra i prodotti di utilizzo più comune, ovvero distinguiamo fra CALDAIA ISTANTANEA E CALDAIA CON BOLLITORE .

(…Per comodità prendo in esempio foto scaricate da google, di caldaie murali inerenti queste due categorie).

 

..Tralasciando gli aspetti tecnici che caratterizzano queste due categorie , voglio porre l’attenzione su un problema che le accomuna (..vale lo stesso se la caldaia è a basamento).

 

..Nello stesso modo in cui quando riscaldiamo l’acqua nella pentola riscontriamo depositi calcarei nella stessa a fine cottura, così vale per le caldaie!….La differenza sta nel fatto che a diversità della pentola che si lava ogni volta, la caldaia accumula strati su strati di calcare nel tempo che parecchie volte ne compromettono drasticamente il corretto funzionamento.

 

In una caldaia istantanea, la produzione di acqua calda (ACS), avviene attraverso lo scambio termico fra “l’acqua riscaldata dalla fiamma” e l’acqua dell’acquedotto o del pozzo che sia che entra nella caldaia e viene riscaldata.

Questo scambio termico , in una caldaia istantanea avviene all’interno di un componente chiamato appunto SCAMBIATORE SANITARIO o SECONDARIO.

Esempio di scambiatore sanitario installato nelle caldaie murali

All’interno dello scambiatore sanitario, si trovano 2 tipi di “passaggi obbligati” dove in uno passa appunto l’acqua potabile, mentre nell’altro l’acqua riscaldata dalla caldaia (la stessa acqua che circola nello scambiatore primario, ovvero quella riscaldata dalla fiamma).

E’ chiaro che i due fluidi non vengono a diretto contatto fra di loro, almeno finchè lo scambiatore è integro!

…Rottura dello scambiatore a parte, succede spesso che ,a distanza di qualche anno dall’accensione della nuova caldaia, incrostazioni calcaree riempiano lo scambiatore con la conseguenza che lo scambio termico al suo interno risulta essere inefficace se non quasi nullo.

Esiste la possibilità adottata da alcuni idraulici, di procedere con un lavaggio con acido dello scambiatore (istantaneo o del bollitore che sia).

Questo processo di lavaggio, essendo eseguito con acido è certamente invasivo (acido che viene comunque diluito), per cui esiste la possibilità che da una parte pulisco e dall’altra buco lo scambiatore.

Rimane solamente la possibilità di sostituzione dello scambiatore stesso!

…Tuttavia, sempre che non si sia già provveduto, sostituire lo scambiatore senza prendere dei dovuti accorgimenti non è sufficiente.

Buona regola è infatti quella di farsi installare un dosatore di polifosfati sempre che la durezza dell’acqua lo permetta.

…Infatti, a monte di tutto, per accertarsi se l’installazione di un dosatore di polifosfati risulta essere la soluzione corretta sarebbe bene far eseguire una durezza dell’acqua.

Tramite un apposito liquido che cambia colore (punto di viraggio) saremo in grado di accertare quanti gradi di durezza presenta l’acqua in questione.

Installare un dosatore di polifosfati avendo una durezza di oltre 21° serve a poco, a quel punto sarebbe bene orientarsi verso un’addolcitore che certamente provvederà ad addolcire l’acqua in questione.

Il problema calcare è ancora maggiore in una caldaia dotata di bollitore o nei bollitori separati che siano, per cui a maggior ragione tu che hai optato per una soluzione di “caldaia con accumulo”, non attendere che il tuo bollitore diventi un tappo di calcare, previeni se ancora sei in tempo.

Vediamo quali sono i sintomi di uno scambiatore istantaneo incrostato?

…Uno scambiatore istantaneo intasato o parzializzato dal calcare presenta oltre la logica mancanza di acqua calda erogata, anche frequenti spegnimenti e riaccensioni della caldaia.

Sonda NTC a parte (da verificarsi ed eventualmente sostituirsi secondo la mia esperienza personale al massimo ogni 2 anni), nel momento in cui ci si accorge che con frequenza la temperatura dell’acqua calda erogata varia la sua temperatura, potrebbe essere necessaria una verifica dello scambio termico da parte dello scambiatore sanitario.

Anche la “quantità” del flusso di acqua calda (portata) che è visibilmente ridotta è un ottimo segnale per “mettersi sul chi va la”.

Con la semplice verifica dello stato dei filtri dei rubinetti ci si potrà rendere conto di quale sia il livello di incrostazioni calcaree a cui dobbiamo far fronte.

…E in una caldaia con bollitore?

A differenza di una caldaia istantanea, dove un’importante insufficienza di portata ne preclude spesso il corretto funzionamento, una caldaia dotata di accumulo garantisce comunque anche con pochissima portata del rubinetto acqua calda.

All’interno del bollitore è installato un “anodo di magnesio”, una specie di “asta” in magnesio appunto che si consuma nel tempo.

Sciogliendosi, il magnesio nell’acqua aiuta ad evitare che il calcare intacchi e si attacchi alle pareti del bollitore.

Altro nome con cui viene chiamato l’anodo di magnesio è infatti ANODO SACRIFICALE.

Anche questo componente deve essere verificato e sostituito come da direttive specificate nei libretti di uso e manutenzione.

Quindi gentile lettore, ricorda che come ho sempre sostenuto, prevenire è meglio che curare.

..Installare un dosatore o un addolcitore e far verificare l’anodo di magnesio (nel bollitore) riusciranno a limitare e per lo meno ritardare quelli che sono i danni legati a tempo e usura.

Massimiliano – C.M.Service

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